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MIGRANTI, VIA CRUCIS DI PAPA FRANCESCO CONTRO I PORTI CHIUSI DI SALVINI. NON CONTRO IL GENOCIDIO DEI CRISTIANI IN AFRICA

Redazione- Nella Via Crucis del Colossea che accompagnerà le celbrazioni per questo Venerdì Santo entreranno anche temi di attualità politica come il dibattito sui porti chiusi e l’accoglienza dei migranti. La Via Crucis a cui parteciperà il Papa come ogni anno sarà declinata con un duro j’accuse alla politica dei porti sbarrati voluta dal Viminale. Come riporta l’Adnkronos, il Pontefice ha scelto suor Eugenia Bonetti per redigere le meditazioni per la Via Crucis. Una suora che da tempo è in prima linea nella lotta contro la tratta di esseri umani.

Una scelta chiara quella di Papa Francesco che dà voce a quella Chiesa che da tempo si schiera sul fronte dell’accoglienza e delle porte aperte. Nell’introduzione si legge: “Vogliamo percorrere questa ‘via dolorosa’ – scrive la missionaria -insieme a tutti i poveri, agli esclusi della società e ai nuovi crocifissi della storia di oggi, vittime delle nostre chiusure, dei poteri e delle legislazioni, della cecità e dell’egoismo, ma soprattutto del nostro cuore indurito dall’indifferenza”.

Poi il testo arriva a toccare in modo diretto il tema della chiusura dei porti: “L’esempio di Maria e delle discepole testimoni della sofferenza e della morte di Gesù ci ispiri a impegnarci a non far sentire la solitudine a quanti agonizzano oggi nei troppi calvari sparsi per il mondo, tra cui i campi di raccolta simili a lager nei paesi di transito, le navi a cui viene rifiutato un porto sicuro, le lunghe trattative burocratiche per la destinazione finale, i centri di permanenza, gli hot spot, i campi per i lavoratori stagionali”. Poi il testo, lungo 61 pagine, lancia un appello ai potenti della Terra perché pssano cambiare le politiche legate alla gestione di questa emergenza: “La Croce di Cristo illumini le coscienze dei cittadini, della Chiesa, dei legislatori e di tutti coloro che si professano seguaci di Cristo, affinché giunga a tutti la Buona Notizia della redenzione”.

A questo punto arriva una esortazione per i fedeli. La religiosa non si limita alla denuncia perchè, come scrive nella VIII stazione, “la situazione sociale, economica e politica deimigranti e delle vittime di tratta di esseri umani ci interroga e ci scuote. Tutti noi, specialmente i cristiani, dobbiamo crescere nella consapevolezza che tutti siamo responsabili del problema e tutti possiamo e dobbiamo essere parte della soluzione”. Le parole che accompagnano l’ultima stazione sono abbastanza eloquenti: “Il deserto e i mari – scrive la suora – sono diventati i nuovi cimiteri di oggi. Di fronte a queste morti non ci sono risposte. Ci sono però responsabilità. Fratelli che lasciano morire altri fratelli. Uomini, donne, bambini che non abbiamo potuto o voluto salvare. Mentre i governi discutono, chiusi nei palazzi del potere, il Sahara si riempie di scheletri di persone che non hanno resistito alla fatica,alla fame, alla sete…Quanta crudeltà si accanisce su chi fugge: i viaggi della disperazione, i ricatti e le torture, il mare trasformato in tomba d’acqua”. Infine un altro appello ai politici: “Possa la morte del tuo Figlio Gesù donare ai Capi delle Nazioni e ai responsabili delle legislazioni

la consapevolezza del loro ruolo a difesa di ogni persona creata a tua immagine e somiglianza”

 

Fonte:rassegneitalia.info

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