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INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA PITTRICE ALESSIA PIGNATELLI

La pittrice Alessia Pignatelli con il critico d'arte Vittorio Sgarbi La pittrice Alessia Pignatelli con il critico d'arte Vittorio Sgarbi

Redazione- Alessia Pignatelli è nata a Pescina nel 1987 e vive a Sulmona. Ha esposto in prestigiosi musei e locations italiane ed estere fino al raggiungimento della mostra d’arte internazionale più importante del 2015, l’Expo di Milano nella sezione Internazionale di Arte Contemporanea, dove sono stati selezionati soltanto mille artisti di tutto il mondo. Le sue opere sono state pubblicate su svariati libri d’arte e letterari, approdando anche nella Casa Bianca. Ha ricevuto il Premio dell’Arte Contemporanea per prestigiosi meriti artistici da Edizioni Tracce. È stata inserita nel dizionario emozionale degli artisti d’Abruzzo. Un’opera pittorica richiesta dalla città di Pescina, resterà perennemente nel famoso Museo del Mazzarino, ricevendo ottimi riconoscimenti dal Sindaco e dalla cittadinanza. Le è stato conferito dal noto Critico d’Arte Paolo Levi il Premio Eccellenza Europea delle Arti per aver valorizzato l’arte e la creatività italiana in Europa e nel mondo. Un altro prestigioso conferimento che ha ricevuto è stato il Premio Cultura Identità che ha confermato il suo impegno artistico con l’inserimento del suo nominativo al Direttivo Nazionale dove potrà sottoporre progetti d’arte. Le sue opere sono state definite dalla critica un originale tentativo di concetto artistico che sta dando un nuovo carattere all’arte contemporanea, con il suo stile principalmente astratto, unisce spesso pittura, scultura e colore in un unico dipinto. Sito internet: alessiapignatelli.it

 

Che cos’è per te l’arte?
<<Per me è una preziosa fonte di conoscenza interiore che rappresenta l’autenticità di ciò che siamo, è un atto di amore e di crescita personale.>>;

Cosa ti piace dell’arte?

<<Amo l’arte in ogni sua forma, purché esprima purezza, l’arte, la buona arte, non è mai innaturale, non è artefatta,  ma è semplicemente il racconto di quello che vediamo con gli occhi creativi. >>;

Quando pensi di aver concluso la lavorazione di un quadro?  

<<Quando i miei sentimenti si rispecchiano totalmente nel dipinto, provando un senso inarrestabile di appagamento, è come se in qualche modo le mie emozioni mi dicessero: “Hai incluso tutta la verità di quello che siamo.” Ecco, è in quel momento che poso i pennelli.>>;

Come ti sei avvicinata alla pittura astratta e perché?


<<L’ambito artistico mi ha sempre affascinato particolarmente sin da piccola, quindi per me si è trattato di  un interesse naturale, sperimentando così i vari stili artistici. Inizialmente non avevo alcuna direzione verso una tipologia d’arte specifica e quindi le mie realizzazioni erano molto differenti tra loro, poi col tempo ho capito che la mia strada primaria mi conduceva alla pittura astratta, perché a differenza di tutti gli altri stili la reputo la più vicina alla mia percezione visiva e filosofica dei sentimenti, essa a mio avviso va oltre i confini di ogni logica e non conoscendo limiti mi fa sentire libera di esprimermi al meglio. >>;

Fantasticando e omettendo il tuo stile pittorico, che genere di opera d’arte potresti essere e perché?  


<<Hai presente un mandala realizzato sapientemente con le sabbie? Credo proprio che possa rappresentarmi al meglio!>> E sottolinea scherzando: <<Con tutte quelle forme geometriche delineate dai granelli di sabbia certamente è complicato quanto me!>> Poi tornando seria spiega: <<Quest’anno ho avuto l’opportunità di incontrare un tibetano che mi ha fatto luce sui diversi aspetti legati a questa pratica orientale e in qualche modo ha arricchito la mia visione sulla vita. I tibetani quando creano un mandala non si preoccupano mai del tempo che impiegano per realizzarlo e molto pazientemente si adoperano a dare il meglio di loro stessi, a volte ci mettono anni, ma una volta che hanno compiuto l’opera la distruggono come se non ci fosse un domani, affinché di quel lavoro non ne resti più alcuna traccia. Si tratta di un atto simbolico svolto sulla base meditazionale che ci invita a riflettere che il passato per quanto possa essere stato importante nel nostro percorso dobbiamo lasciarlo emergere solo come buon maestro di vita, ma senza attanagliarlo al presente, perché dedicarci ai pensieri passati rimuginandoli e dandogli ancora vita significherebbe colmare (consciamente o inconsciamente) dei vuoti che evidentemente si sono insidiati nel nostro presente non facendoci sentire completamente soddisfatti di quello che abbiamo nella vita attuale. Io ho il dono o forse la fortuna di vivere la mia vita proprio così e se penso al futuro mi auguro certamente di poter continuare a vivere proprio come un mandala, sempre sulla base del presente.>>;  

E se invece ti chiedo un’analisi sulla tua passione artistica legata al passato?  


<<Ritorno al concetto del mandala, è stata una fase di costruzione di esso, quindi della mia vita,  il passato è prezioso perché serve come metro di misura della nostra conoscenza, però ciò che ho appreso lo osservo a distanza perché soltanto il presente mi aiuta a sperimentare l’innovazione e per maturare una costante crescita artistica bisogna motivarsi con i cambiamenti altrimenti la pittura si fermerebbe in una triste staticità legata ai frammenti passati.>>;

Quali sono i quadri ai quali sei maggiormente legata?  


<<Sono legata a tutti i miei dipinti perché ognuno di esso rappresenta un momento particolare. Attualmente ci sono due quadri  che li percepisco più vicini per il loro significato. “La liberazione” sprigiona in me un forte beneficio e ogni volta che la osservo le sorrido come se avesse un’anima e capisse tutto il suo maestoso valore. Ha meritatamente delle generose applicazioni di oro che simboleggiano un forte stato di radiosità. L’altro quadro si chiama “L’incontro” che accentra a sé un legame forte circondato da un benessere inequiparabile dai toni paradisiaci del blu oltremare.>> ;


Il tuo campo artistico coinvolge anche quello grafico e letterario, quali sono i progetti che ti hanno gratificato maggiormente?  


<<La collaborazione con il libro dedicato a Fabrizio Moro e da lui seguito con cura supportandone tutti gli aspetti con l’inclusione delle testimonianze inedite della band mi ha certamente inorgoglito, trovare persone come lui non è facile, è un ribelle perché come dice in una sua canzone si schiera sempre e solo da una sola parte. Fabrizio Moro non fa mai “buon viso e cattivo gioco" per merito della convenienza, è una persona vera e sono felice di aver avuto questa grande opportunità dedicandogli un bel pensiero. Altro grande connubio artistico ma soprattutto di forte amicizia e di affinità umana, l’ho trovato con un ragazzo giovanissimo, ha soli 19 anni ma ha un curriculum incredibile, violinista e scrittore, si chiama Andrea Petricca il quale ha vinto numerosi concorsi di importanza internazionale, nel suo libro, nel nostro libro, molteplici arti si incontrano e si fondono perfettamente nell’armonia delle sue stupende poesie. È stato un piacere lavorare per questo progetto non soltanto sull’aspetto grafico, ma anche su quello artistico, all’interno del libro ci sono svariati quadri da me descritti ma in particolare due li ho realizzati appositamente per le sue poesie, “Il vortice delle emozioni” la cui immagine è riprodotta anche in copertina
e “Lacrima d’oro” dedicato alla poesia “Ritorno al paese di mio nonno”. Si tratta di un libro bilingue (italiano, inglese) e ogni volta che ci fanno notare che il punto di forza di questo testo è accentrato sulle sue meravigliose poesie che si plasmano perfettamente ai miei quadri, ne siamo orgogliosamente felici.>>;

 
Per il libro che citavi pocanzi “La coscienza di Euterpe” di Andrea Petricca, hai richiesto all’ambasciata americana la possibilità di donarlo sia al Segretario di Stato Mike Pompeo che al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e loro si sono accordati affinché tu potessi consegnarli. Come hai fatto ad avere il loro incredibile supporto?   


<<È proprio vero, si è trattata di una situazione assolutamente incredibile e ancora oggi faccio fatica a crederci! Avevo fatto presente poco prima dell’arrivo di Pompeo questo mio desiderio agli esponenti che lo avrebbero accolto nel paese di Pacentro, volevo donare i libri non per motivi politici, bensì per l’elevata bellezza culturale che avevo di fronte a me, però mi dissero subito che per fare una donazione del genere non era assolutamente facile perché bisognava avere un consulto con l’ambasciata americana e fare richiesta molto tempo prima, poi qualora fossero stati interessati si sarebbero dovuti  riunire per accordarsi in merito; praticamente era un’idea impossibile da attuare in quel preciso momento. Ma io con molta discrezione e perseveranza non mi sono persa d’animo e ho aspettato fiduciosa nonostante mi avevano fatto notare che richieste del genere non erano state accolte. Arrivata l’ambasciata americana a Pacentro ho cercato subito di interagire con loro, ma l’impresa più difficile era legata al criterio istituzionale perché  tutti dovevano essere d’accordo affinché potesse andare in porto la mia richiesta. Ho atteso fino a che valutassero il da farsi e poi inaspettatamente ho visto arrivare verso di me il responsabile dell’ambasciata americana, era sorridente e con fare estremamente gentile mi ha detto: “per la consegna dei libri, accogliamo la tua richiesta”. In quella circostanza mi avevano ripetuto diverse volte che stavano attuando un’eccezione esclusivamente per me, quindi non ci sono parole per descrivere quello che ho provato…>>;

  Questo libro possiamo definirlo il Best Seller delle soddisfazioni! So che ha avuto l’attenzione anche di altri esponenti culturali importanti, cosa ti hanno trasmesso questi personaggi?  


<<Mi hanno trasmesso fiducia, forza e gratificazione. In primis devo ringraziare l’editore Armando Iadeluca della casa editrice “Il Cuscino di Stelle” che appena ha visto il libro ha creduto subito in noi e nel giro di pochissimi giorni ci ha fatto avere le copie cartacee, devo dire che ci ha mostrato nei fatti il suo impegno e la sua professionalità. Poi il grande Roberto Giacobbo, “grande” non soltanto di altezza!>> Ride! <<Ho una stima per lui indescrivibile…  È stato il padrino della mia mostra personale pittorica “Dall’anima alla forma” che si è tenuta nel suggestivo Castello di Pettorano Sul Gizio, lui ha promosso l’evento ma anche il libro che  è stato presentato il giorno dell’inaugurazione attraverso un suo bellissimo videomessaggio. Ezio Bosso, artista fenomenale e uomo dalla grande sensibilità umana, con attenzione è riuscito a cogliere le “sonorità” del libro apprezzandone i contenuti. Di recente ho avuto il piacere di incontrare il Critico d’Arte Vittorio Sgarbi che è stato di una gentilezza e disponibilità indescrivibile, mi ha mostrato tutta la sua attenzione ed interesse per la mia attività artistica e sono rimasta incredula quando ho visto che stava apponendo la sua firma (oltretutto molto scenografica) sotto l’immagine del mio dipinto “Il risveglio dell’anima”, è stata un’emozione indescrivibile e proprio come l’inchiostro di china decisamente indelebile. Un altro incontro che mi ha arricchito nell’anima è stato con la scrittrice Dacia Maraini, mi ha emozionata notevolmente, le ho donato con piacere il libro e lei è stata molto attenta, lo ha preso tra le mani con una tale delicatezza e rispetto che mi ha gratificata, è stata contenta di riceverlo, ma il regalo più grande devo dire che me lo ha fatto lei… Scrivendomi la sua dedica per i miei quadri e per i miei aforismi che le avevo precedentemente mostrato, ci siamo salutate complimentandoci a vicenda, è stato bellissimo! Poi ci sono anche altri artisti televisivi che hanno avuto una gradita attenzione per il libro, come Flavio Insinna e Sabrina Paravicini. Sabrina in particolar modo mi ha contattata i giorni a seguire per dirmi che le mie opere le ha trovate molto belle, è una donna dolce dal cuore forte e approfitto per salutarla e per farle un grande Augurio per il suo avvenire. Senza omettere l’importanza dei Critici d’Arte e delle Autorità competenti del settore artistico e culturale che hanno supportato la valenza del libro nell’assoluta totalità.>>;

  
Dove trovi l’ispirazione per dipingere?  


<<Le ragioni che mi spingono verso l’ispirazione sono molteplici, sicuramente i miei numerosi viaggi influiscono molto sulla mia emotività artistica, tra la vastità dei luoghi che ho visitato quest’anno i posti che hanno influito di più sulle mie opere sono stati Pompei, Venezia, Roma e Loreto. Ma anche i suoni della natura fanno da sempre la loro parte e mi avvicinano maggiormente alla dimensione della bellezza naturale. Altro elemento fondamentale e motivo di  ispirazione sono i miei stati d’animo che molto spesso segnano l’identità dei miei dipinti. E poi molto simpaticamente devo dire che mentre sto dipingendo c’è  la mia cagnolina Asia, dolce lagotto romagnolo, che mi allieta con la sua buona compagnia e molto educatamente resta ferma, in silenzio mi osserva attentamente, poi a fase ultimata mi diverto a mostrarle il quadro e i suoi occhioni fissano sempre i colori più accesi e sgargianti, ha un debole per “Lacrima d’oro” credo sia dovuto dal fatto del colore di sfondo verde, la trovo spesso con quel musetto curioso davanti a quel quadro ed io facendo attenzione le dico: “non fare danni”, ma devo dire che non ha mai danneggiato nulla e quindi è motivo anche lei di ispirazione per le sue buffe e divertenti contemplazioni.>>;

 
Di recente ti hanno conferito due importantissimi premi, il Premio Eccellenza Europea delle Arti e il Premio Cultura Identità, essi sono stati motivi di sprono verso le tue successive opere?  


<<Dipingo per passione, quindi al di là dei risultati che posso raggiungere il mio sprono primario verso la creatività è legata ad un’esigenza personale che mi fa entrare in una bellissima dimensione, però aver ricevuto dei conferimenti così importanti è stato indubbiamente un grandissimo motivo di incoraggiamento ed ogni giorno porto nel cuore un’infinita riconoscenza verso tutti coloro che supportano la mia arte stimando il mio percorso incondizionatamente.>>;

Se dovessi consigliare un hobby o una professione ad un creativo, quale sarebbe?  


<<Mi limiterei a dei consigli che non siano invasivi, che non condizionino i suoi interessi  dalle mie inclinazioni artistiche. Sicuramente gli direi di sperimentare tutte le sue capacità espressive affinché capisca quale settore possa fare il suo caso, ma se proprio devo indirizzarlo… Posso dargli una risposta giocosa?>> Noi acconsentiamo e lei continua: <<Credo che un bel corso di cucina non abbia mai fatto male a nessuno! È un’arte anche quella oltre ad essere un’esigenza abituale, io amo cucinare e realizzare piatti creativi, dai salati ai dolci… Ma questa è un’altra storia!>> Ce lo racconta con atteggiamento divertito, poi riprende il discorso con fermezza: <<Il dato certo è che qualsiasi consiglio esterno, in questo specifico caso potrebbe rivelarsi errato, perché le proprie propensioni bisogna maturarle da soli, quindi quello che mi sento di dire è soltanto: determinazione,

 

tenacia e della buona e costruttiva autocritica.>>.

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